Ipnoterapia di Colaianni Amico
Ipnoterapia di Colaianni Amico 
Menu
Ipnoterapia di Colaianni Amico
disturbo ossessivo
12 Novembre 2015

DISTURBI OSSESSIVI COMPULSIVI conossciuto anche come DOC
disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.
Il soggetto si sente spesso obbligato ad agire o pensare nel modo sintomatico e per questo cerca di contrapporsi e di resistere. Nonostante cerchi di contrastare e nascondere le sue azioni o i suoi pensieri, questo sforzo non lo aiuta affatto a modificare il proprio comportamento.
SINTOMO CENTRALE: ossiessioni e compulsioni occupano una considerevole parte della giornata interferendo con le attività del quotidiano.
Il disturbo viene riconosciuto come tale solo se la presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e se non è meglio giustificata da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.

Caratteristiche centrali del disturbo sono:

• la ripetitività, la frequenza e la persistenza della attività ossessiva;

• la sensazione che tale attività sia imposta e compulsiva.

Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come intrusivi (ovvero la persona ha la sensazione che “irrompano da soli” o che siano indipendenti dal flusso di pensieri che li precede), fastidiosi (ovvero la persona per il contenuto o per la frequenza sperimenta disagio) e privi di senso (ovvero la persona ha la sensazione che siano irrazionali, esagerati o comunque non giustificati o poco legati alla realtà presente). Esempi di ossessioni sono pensieri come “Potrei infettarmi con il virus Hiv se tocco la porta del bagno della discoteca” o “Non devo pensare al nome delle persone a cui voglio bene in ospedale, altrimenti potrebbero ammalarsi”, “Se non controllo che tutti i file siano chiusi, qualcosa di brutto accadrà”, “ Potrei dire qualcosa di brutto senza accorgermene”.

Tali pensieri intrusivi sono ricorrenti (ovvero si ripresentano alla mente con frequenza) e/o persistenti (ovvero occupano la mente in modo duraturo e continuo).

La persona con DOC vive con sofferenza e disagio la presenza di questi pensieri.

Tale disagio dipende diverse ragioni. Un primo problema è direttamente connesso alla presenza costante e ripetuta nella mente delle ossessioni: gran parte della giornata, è occupata da immagini, pensieri e/o idee che non lasciano tregua e spazio per dedicarsi ad altro e lasciano a fine giornata il soggetto esausto.

La seconda ragione di sofferenza riguarda proprio il contenuto delle ossessioni: le idee e i pensieri ossessivi sono minacciosi e ansiogeni perché riguardano il timore di essere esposti a un pericolo (“potrei infettarmi”, “potrei far danneggiare mia figlia”, “potrebbe esplodere la casa e tutto il palazzo”) e di essere in qualche modo responsabili e colpevoli di tale pericolo, ovvero di rendersi persone immorali, cattive o pericolose (“sarebbe colpa della mia superficialità”, “non ho fatto quando in mio dovere per proteggere i miei familiari

ECCO un esempio mirabile di una fotografia di un disturbo….ma cosa manca? il fotografo non ci dice la causa o la buona ragione per cui una persona dice: “non debbo pensare al nome di una persona care se no questa muore…”

la domanda  che manca è per quale buona ragione una persona ha codesti pensieri?

il nostro fotografo sembra rispondere a questa domada quando dice:

Tale disagio dipende diverse ragioni. Un primo problema è direttamente connesso alla presenza costante e ripetuta nella mente delle ossessioni: gran parte della giornata, è occupata da immagini, pensieri e/o idee che non lasciano tregua e spazio per dedicarsi ad altro e lasciano a fine giornata il soggetto esausto.

ma questa risposta ci dice la causa forse? la risposta è una foto tautologica..come dire uno è così perchè ha la presenza costante e ripetuta nella mente delle ossessioni……domandina impertinente e perchè ha questa presenza costante? il nostro fotografo non lo dice

Ad onor del vero quando espone la seconda ragione sempra rispondere alla domanda perchè avviene questo ma vediamo che dice:

La seconda ragione di sofferenza riguarda proprio il contenuto delle ossessioni: le idee e i pensieri ossessivi sono minacciosi e ansiogeni perché riguardano il timore di essere esposti a un pericolo (“potrei infettarmi”, “potrei far danneggiare mia figlia”, “potrebbe esplodere la casa e tutto il palazzo”) e di essere in qualche modo responsabili e colpevoli di tale pericolo, ovvero di rendersi persone immorali, cattive o pericolose (“sarebbe colpa della mia superficialità”, “non ho fatto quando in mio dovere per proteggere i miei familiari

ECCO…ancora una volta una foto: soffre perche teme di esporsi a un pericolo, potrei provocare danni,perchè potrei essere responsabile ecc

quindi stiamo spiegando ancora con una foto tautologica  quello che precedentemente abbiamo fotografato, ma anche questa foto non èin grado di  acquietare la domanda impertinente:

“per quale buona ragione teme” o per quale buona ragione si sente responsabile?”

 

 

 

Un commento

  • Sergio Vallone
    Sergio Vallone14 Novembre 2015 alle ore 21:05

    “Per quale buona ragione teme” o “si sente responsabile” . . . si conclude lo scritto . . . e poi ? lo dobbiamo dire noi ?